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Le due serie

Sono andato a visitare la torre con l'orologio astronomico di Padova. Proprio vero che la città la conoscono meglio i turisti di chi, come me, ci vive.
Interessantissimo, segna mese, ore, minuti, fasi lunari, le costellazioni, segno zodiacale e altre cose che non ricordo più. Ci sono centinaia di ruote dentate, rotelle, sfere, puleggie, corde, aste. E' l'orologio astronomico più antico al mondo !
La guida è un orologiaio in pensione, dai capelli bianchi e la voce morbida. Bello ascoltare le sue parole mentre si sente il pesante pendolo oscillare, ed i vari meccanismi lavorare. E' il tempo che passa, lento, inesorabile, quieto.
All'ora esatta suona la campana, battendo i rintocchi corrispondenti alle ore; dopo cinque minuti ripete il procedimento. E' perchè se qualcuno ha perso uno o due colpi (botti), sta più attento a ricontarli (ribotti). Un po’ come all'aeroporto : ripetono i messaggi, perchè quando non te l'aspetti, puoi perderne la prima parte.
E l'orologiaio, sorridendo, ci mette una punta di filosofia: la prima serie è il tempo andato, quello morto. La seconda è il futuro.


La lotta con la morte

Dal " Diario intimo " di Miguel de Unamuno alcune impressionanti considerazioni sulla morte.

Quaderno II
Della morte

Tristezza di svegliarmi di notte e trovarmi con una mano addormentata. Mi affretto a muoverla e a toccarla, preoccupato di averla morta e secca e che la morte giunga attraverso di essa.
Terrore della notte in cui mi svegliai di soprassalto con le palpitazioni.
Follia che tempo fa mi veniva in mente, l'immortalità per intensità.
Alcuni vivono in un tempo determinato più di altri; costui vive in quattro anni più di quello in venti, vita più varia e in questo modo si può arrivare a vivere un'eternità in intensità in un tempo limitato, poiché ogni estensione è infinita, in quanto contiene infinite parti.
Sì, però, seguendo la metafora, è infinita nel nulla, contiene infiniti zeri. Vanità di vanità. Non in questo cambiamento e varietà, bensì nell'immobilità della fede e della grazia, sta I'eternità della vita.
E lo svegliarsi di notte e dirsi: Sarò vivo? Sarò morto e la mia esistenza continuerà d'ora in poi nello stare eternamente come ora, qui, in questo modo, così giacente, solo con me stesso e con i miei pensieri, per sempre, sempre,sempre? A che serve in più l'inferno? Se si prende infatti un uomo in un qualunque momento della sua vita, quello che egli crede il più felice, e gli si fa credere che quel momento sarà reso permanente ed eterno, man mano che esso si arresta, vedrà in esso l'inferno.
Gran conforto sarà a volte trattenere il tempo e rendere fisso un momento passeggero del flusso del tempo. Però, se questo conforto si prolungasse per sempre, giungerebbe ad essere il nostro maggiore tormento.

Il tempo


Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall'altra, ancora non è? In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato, in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere?
(Agostino, Le confessioni)

Il tempo non è altro che un passaggio di consegne...
(mia)