Ho fatto 13

Nel precedente post vi ho accennato alla difficoltà di entrare a Pediatria, a Padova.

La sindrome di Picwick mi salvò.

Per Medicina, esami a quiz oppure no, all’università ? Se l’esame fosse con un professore “obiettivo”, lo preferirei, ma dato che raramente è così, preferisco i quiz, che sono assolutamente imparziali.

Nosce te ipsum

'na parola… conosci te stesso, io SO chi sono, ma non lo voglio sapere.

Frammenti nel web


Ma in fondo, perché scrivo su questo blog ? E’ una sorta di testamento spirituale, è la paura della morte. L’angoscia della morte… da giovane neanche ci pensi, ma ad una certa età, ci pensi almeno una volta al giorno. Mi sono chiesto sempre quanto durano questi blog. In rete ho trovato riposte stupide, tipo :

O' Rey

Riguardo l'annoso dibattito Pelé vs Maradona, voglio postare una serie di video che dimostrano, senza ombra di dubbio, l'assoluta superiorità di Pelè.

Il fesso e l'intelligente


"Anche un fesso può dire una cosa intelligente, ma solo la persona intelligente si accorge quando dice una fesseria."

La Realtà e la Vita.


Riflettere... quando pensiamo, profondamente, stiamo riflettendo. Lo specchio riflette la luce, ma noi cosa possiamo riflettere se non la Realtà?

La Trinità della mente


Da giovane ho letto moltissimo Freud, rimanendo affascinato dalla sua prosa lucida e fluente, e dai suoi concetti profondi e semplicemente geniali.
Non ho più seguito gli sviluppi della psicanalisi, i vari detrattori, le nuove correnti etc. etc., ma un "nucleo" di verità ci dev'essere per forza, checchè ne pensiate della Psicanalisi, e di Freud in particolare.

Mi rifaccio a questo ottimo e breve compendio: "Es, Io e Superio" .

La sfiga


Molti si lamentano che quando cade una fetta di pane con la marmellata, cade sempre dalla parte della marmellata.
No c'entra la sfiga, è solo che la parte con la marmellata pesa di più, e quindi è più probabile che cada "a faccia in giù". C'è sempre un motivo, se siete sfigati... 😂

Luce ed Ombra


Da Pessoa ne " Il libro dell'inquietudine"

Il generale Custer


C'è chi crede, ne è convinto, che gli americani non siano mai sbarcati sulla Luna.
C'è chi è incrollabilmente sicuro che le torri gemelle siano state sabotate dagli americani.
C'è chi intravvede, nelle strie di condensazione degli aerei, sordidi complotti della NATO.
C'è chi aborrisce i vaccini, chiari interessi delle case farmaceutiche, e "salva" i propri figli non facendoli vaccinare...
C'è chi rifiuta una trasfusione di sangue...
C'è chi...

Leggo da Pessoa ne: " Il libro dell'inquietudine "

"Avendo visto con quale lucidità e coerenza logica certi pazzi giustificano a se stessi e agli altri, le loro idee deliranti, ho perduto per sempre la sicura certezza della lucidità della mia lucidità."

Si parla di lucida follia, e in effetti questi folli sono capaci di ragionare con estrema lucidità. Si affidano a guru altrettanto squilibrati; pensate solo ai terrapiattisti, e siamo nel 2026! Siamo in un mondo di sofisti, di relativisti a ogni costo, e soprattutto di complottisti, in cui qualsiasi verità, qualsiasi ragionamento logico può essere messo in discussione.
Riguardo, per esempio, all'omicidio di Garlasco, avevo cominciato a seguire i social, Facebook, YouTube ecc. Tutti, ma proprio tutti, compresi i canali TV ed i giornali, sono spudoratamente a favore di Stasi. Una follia collettiva, una psicosi di massa, tanto che ho cominciato anch'io a domandarmi se ero io o loro ad essere pazzi, finchè ho trovato un paio di canali YT e di gruppi FB, che la pensavano come me. Un'oasi. E ci sentiamo come il generale Custer con gli indiani... 😂

Pinzillacchere


Vabbè... dopo il "piccolo" sfogo del post precedente, e dopo un lungo silenzio, riprendo a scrivere qualcosa.
A dire il vero i post sono un po' pallosi, sembrano volti a dimostrare quanto sono intelligente, colto, profondo.

Proviamo con argomenti più frivoli: calcio ? Sono decenni che non lo seguo più. Le squadre sono diventate irriconoscibili, piene di stranieri dai nomi assurdi, di gente tatuata con pettinature impossibili. Il mio interesse si risveglia ogni quattro anni, in concomitanza coi mondiali; ma adesso sapete tutti com'è andata, quindi se ne riparlerà nel 2022, sempre se ci qualificheremo.

Sesso ? Più che parlarne l'importante è farlo. Parafrasando Forrest Gump : " Felice è chi felicemente il sesso fa ".

Politica ? Lassamo perde' ... altrimenti il mister Hyde che è in me si paleserà con effetti dirompenti.

L'argomento preferito dagli inglesi, il tempo ? E' l'ideale per conversare con una persona senza dire nulla, quindi perchè scriverne ?

Beh, allora di che parliamo, anzi di che scrivo ? " Se non hai nulla da sclivele non sclivele" , disse il saggio cinese, o era " Pelchè ti ostini a lompele i coglioni ? ".



Il lamento per Ignazio


Confesso con una punta di amarezza che sono un po' deluso: 163 post ed un paio di commenti...

Il tempo da Sant'Agostino ad Einstein, fino a Pessoa


Sentite che profonde riflessioni faceva Sant'Agostino sul tempo.

C’è sempre quello che c’è, e mai quello che dovrebbe esserci


" Vorrei, vorrei… Ma c’è sempre il sole quando il sole splende e la notte quando la notte scende. C’è sempre la ferita quando la ferita fa male e il sogno quando il sogno ci culla. C’è sempre quello che c’è, e mai quello che dovrebbe esserci, non perché fosse meglio o peggio, ma perché fosse diverso. C’è sempre… " (Pessoa, Il libro dell'inquietudine)

Zenone aveva torto

Ogni tanto mi diletto a leggere libri di fisica, quest'ultimo mi è stato regalato da un amico. "La realtà non è come ci appare" di Carlo Rovelli.
Inizio grandioso, partendo dalla filosofia, da Mileto. Lettura scorrevole e piacevole. La relatività ed i suoi affascinanti paradossi. Poi, inevitabilmente, quando quella bestia della quantistica si fa avanti, le cose si complicano. Perfino Einstein la detestava, anche se non è mai riuscito a distruggerla, come in cuor suo desiderava.

Una cosa mi ha colpito, cito :
"La predizione centrale della teoria dei loop è proprio che lo spazio non sia un continuo, non sia indivisibile all'infinito, ma sia formato da "atomi di spazio". Piccolissimi: un miliardo di miliardi di volte più piccoli del più piccolo dei nuclei atomici.".... "In particolare, il volume (per esempio il volume di un cubetto) non può essere arbitrariamente piccolo. Esiste un volumetto minimo. Non esiste spazio più piccolo di questo volumetto minimo. Esiste un "quanto" minimo di volume. Un atomo elementare di spazio ".

Poi l'autore mi precede nel paradosso di Zenone di Achille e la tartaruga e così si spiega come "effettivamente" l'eroe greco possa raggiungere la lenta bestiolina.
Però fermiamoci a riflettere... già si sapeva che la stragrande maggioranza della materia è "vuota"; se potessimo eliminare lo spazio che c'è, fra il nucleo di un atomo, ed i suoi elettroni, la Terra si ridurrebbe alla grandezza di un'arancia ! Mentre tocco questa scrivania, in realtà sfioro un vero e proprio colabrodo, e la mia mano "galleggia" con gli elettroni degli atomi più superficiali della pelle che vengono respinti da quelli del legno...
La corsa al più piccolo non è mai finita, arrivati all'atomo lo hanno messo sotto la lente d'ingrandimento ed è comparso il nucleo: protoni e neutroni. Hanno rotto il nucleo e creato la bomba atomica. Sono saltate fuori decine di particelle, quark, muoni, bosoni, nomi improponibili in una babele di palline piccolissime quasi senza materia, che sfrecciano a velocità prossime a quelle della luce. E altre ne verranno, ma ci sarà un limite, uno stop invalicabile : quel piccolissimo cubetto elementare di spazio oltre il quale non sarà possibile andare.

L'infinito è scomparso, l'infinitamente piccolo. La mente umana da sempre ha vacillato contemplando l'idea dell'infinito ed ora, finalmente, sappiamo che esiste un mondo fatto di mattoncini lego "primordiali", ultimi. Il finito si è riappropriato dell'universo e paradossalmente il tutto è più a misura d'uomo. "L'uomo è misura di tutte le cose" diceva Protagora.
Vado a dormire più soddisfatto, con quel cubetto sotto al cuscino...

La casa di campagna dagli alti muri


Vedersi dal di fuori, lo specchio, la propria voce. Tematiche che ho affrontato in questo POST .
Pessoa le riprende con un lampo geniale e le condensa in poche righe. Da notare anche che parla di memoria involontaria, un termine che usava anche Proust ma in senso diverso (vedi QUI e l'etichetta a destra " memoria involontaria "). 


" Per questo, a volte mi perdo in un’immaginazione futile su che tipo di persona sono per gli altri che mi vedono, come è la mia voce, che tipo di figura lascio impressa nella memoria involontaria degli altri, in che modo i miei gesti, le mie parole, la mia vita apparente, si fissano sulla retina dell’interpretazione altrui. Non sono mai riuscito a vedermi dal di fuori. Non c’è specchio che ci rimandi a noi come persone viste dal di fuori, perché non c’è specchio che ci tiri fuori da noi stessi. Sarebbe stata necessaria un’altra anima, un altro punto di vista e un altro modo di pensare. Se fossi un attore di lungo corso di cinema, o registrassi in dischi nitidamente udibili la mia voce chiara, sono certo che sarei ugualmente lungi dal conoscere ciò che io sono dall’altro lato, poiché, lo si voglia o no, qualsiasi cosa si possa registrare di me, io rimango sempre qui dentro, nella casa di campagna dagli alti muri della mia coscienza di me. "

Personalità multipla

Pessoa ed il gioco degli specchi, degli eteronimi, della personalità multipla. Al di là della creazione artistica, si intravede un'incrinatura patologica, schizofrenica, che lo porterà a farsi ricoverare due volte per crisi depressive.
Da " Il libro dell'inquietudine " .

" Ho creato in me varie personalità. Creo costantemente delle personalità. Ogni mio sogno, subito dopo esser apparso come sogno, si incarna in un’altra persona, che a sua volta lo sogna, non io.
Per creare, mi sono distrutto a forza di esteriorizzarmi dentro di me, perché dentro di me esisto solo esteriormente. Sono la scena dove passano vari attori che recitano drammi diversi. "


L'occhio insonne che attraversa l'infinito

Ancora una notte insonne, una delle tante, di Pessoa. Questo stato di sofferenza, gemello notturno della nausea di vivere diurna, permette all'autore di distillare pensieri sottili come piume. Il gocciolare di una stalattite scolpita nella roccia del tempo.

" Dopo che il tramonto degli astri è sbiancato fino a svanire nel cielo mattutino e la brezza si è fatta meno fredda nel giallo appena tinto di arancio della luce sopra le scarse nuvole basse, io che non avevo dormito, alla fine ho potuto sollevare lentamente il corpo esausto di niente dal letto dove avevo pensato l’universo.
Sono andato alla finestra con gli occhi che mi ardevano per non averli chiusi. Sui tetti fitti la luce formava differenze di giallo pallido. Sono rimasto a contemplare il tutto con la grande stupidità dell’insonnia. Nelle sagome elevate delle case alte il giallo era aereo e nullo. In fondo ad occidente, verso cui io ero rivolto, l’orizzonte già era di un bianco verdolino.
So che la giornata per me sarà pesante come il non capire niente. So che tutto quello che farò oggi parteciperà, non della spossatezza per non aver preso sonno, ma dell’insonnia che ho avuto. So che vivrò un sonnambulismo più accentuato, più epidermico, non solo perché non ho dormito, ma perché non ho potuto dormire.
Ci sono giorni che sono filosofie, che ci insinuano interpretazioni della vita, come note a margine, dense di acuta critica, nel libro del nostro destino universale. Sento che questo è uno di quei giorni. Per assurdo, mi sembra che sia proprio con i miei occhi pesanti e il mio cervello annullato che, con un’assurda matita, vengono scritte le lettere del commento inutile e profondo. "

Il vento in una conchiglia notturna

Avete mai sentito nel sonno, o nel dormiveglia, un rumore fortissimo, come un tuono, od uno scoppio improvviso, e vi siete svegliati di soprassalto, per constatare con meraviglia che si era trattato di un rumore banale ? Forse lo scricchiolio di un mobile, o un indumento che era caduto dalla sedia, o una imposta che sbatteva, piano.
Il sonno, anzi il sogno, a volte amplifica a dismisura certe sensazioni; altre volte invece le attenua, come quando si sogna di avere sete o di andare al bagno. In questi ultimi casi, il sogno ha la funzione di proteggere il più a lungo possibile il sonno, intuizione da cui è partita la geniale analisi di Freud.
In queste magistrali righe Pessoa, con la sua arte sublime, dipinge questi momenti magici, sospesi tra sogno e realtà.

" All’inizio è un rumore che produce un altro rumore nella notturna cavità delle cose. Poi è un ululato vago, accompagnato dal cigolante oscillare delle insegne della via. Poi, ancora, all’improvviso arriva in tono alto la voce ruggente dello spazio ed è tutto un tremore, e non oscilla, e si fa il silenzio nella paura di tutto come una paura sorda che vede un’altra paura dopo che è passata.
Poi non c’è più niente, solo il vento, solo il vento, e mi accorgo nel sonno che le imposte fissate vibrano e dalle finestre esce il rumore di vetro che resiste.
Non dormo. Intrasono. Ho tracce nella coscienza. In me il sonno pesa senza che la coscienza pesi… Non sono. Il vento… Mi sveglio e mi riaddormento e non ho ancora dormito. C’è un paesaggio dal rumore alto e torvo oltre al quale non mi riconosco. Assaporo, prudentemente, la possibilità di dormire. In effetti dormo, ma non so se dormo. In quello che crediamo che sia sonno, c’è sempre un rumore di quando finisce tutto, il vento nell’oscurità e, se ascolto ancora, il rumore dei miei polmoni e del mio cuore. "