La scommessa di Pascal


FONTE " Pesiamo il guadagno e la perdita, nel caso che scommettiate in favore dell’esistenza di Dio. Valutiamo questi due casi: se vincete, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla. Scommettete, dunque, senza esitare, che egli esiste "
"...[] Siccome c’è uguale probabilità di vincita e di perdita, se aveste da guadagnare solamente due vite contro una, vi converrebbe già scommettere. Ma, se ce ne fossero da guadagnare tre, dovreste giocare (poiché vi trovate nella necessità di farlo); e, dacché siete obbligato a giocare, sareste imprudente a non rischiare la vostra vita per guadagnarne tre in un giuoco nel quale c’è eguale probabilità di vincere e di perdere. Ma qui c’è un’eternità di vita e di beatitudine. Stando così le cose, quand’anche ci fosse un’infinità di casi, di cui uno solo in vostro favore, avreste pur sempre ragione di scommettere uno per avere due; e agireste senza criterio, se, essendo obbligato a giocare, rifiutaste di arrischiare una vita contro tre in un giuoco in cui, su un’infinità di probabilità, ce ne fosse per voi una sola, quando ci fosse da guadagnare un’infinità di vita infinitamente beata. Ma qui c’è effettivamente un’infinità di vita infinitamente beata da guadagnare, una probabilità di vincita contro un numero finito di probabilità di perdita., e quel che rischiate è qualcosa di finito. Questo tronca ogni incertezza: dovunque ci sia l’infinito, e non ci sia un’infinità di probabilità di perdere contro quella di vincere, non c’è da esitare: bisogna dar tutto"

Ed ecco come termina il dialogo con il libertino :

“Sta bene. Ma io ho le mani legate, e la mia bocca è muta; sono forzato a scommettere, e non sono libero; non mi si dà requie, e sono fatto in modo da non poter credere. Che volete, dunque, che faccia?”

È vero. Ma riconoscete almeno che la vostra impotenza di credere proviene dalle vostre passioni, dacché la ragione vi ci porta, e tuttavia non potete credere. Adoperatevi, dunque, a convincervi non già con l'aumento delle prove di Dio, bensí mediante la diminuzione delle vostre passioni. Voi volete andare alla fede, e non ne conoscete il cammino; volete guarire dall'incredulità, e ne chiedete il rimedio: imparate da coloro che sono stati legati come voi e che adesso scommettono tutto il loro bene: sono persone che conoscono il cammino che vorreste seguire e che son guarite da un male di cui vorreste guarire. Seguite il metodo con cui hanno cominciato: facendo cioè ogni cosa come se credessero, prendendo l'acqua benedetta, facendo dire messe, ecc. In maniera del tutto naturale, ciò vi farà credere e vi impecorirà.
 

Scacchi eroici


A me piacciono molto gli scacchi, ed invidio i giocatori "romantici" , tutto attacco, come Morphy, Anderssen e recentemente Tal, ma qui si esagera !
" Pedoni! Preparate la colazione e mangiate tanto, perché stasera cenerete nell'Ade ! "

Midnight in Paris


Di Woody Allen, bello ! Il messaggio più interessante del film, è che non esiste una magica età dell'oro. Per il protagonista questa era senza dubbio la Parigi dei primi decenni del novecento, la ragazza con lui avrebbe voluto tornare ancora indietro, alla Parigi della bella époque.
Ma l'età dell'oro certamente non appariva tale a chi ci viveva ! E così, ecco l'uovo di Colombo : l'età dell'oro è il presente, per quanto questo possa sembrare inverosimile.
Lo stesso vale per noi, oggi, quando ripensiamo al nostro passato. E' esperienza comune rimpiangere i tempi andati: l'infanzia o la giovinezza. Ed analogamente sorridere, con un pizzico di tenerezza, quando sentiamo fare gli stessi, identici discorsi, dai nostri genitori. E a loro volta essi li hanno sentiti dai nostri nonni, e così via.
Oggi sono i nostri figli a guardarci con aria incuriosita, ed incredula allo stesso tempo, quando gli raccontiamo di ere primitive in cui non esisteva il cellulare o il pc. La storia si ripete, e nessuno si sofferma sul fatto che l'età più bella, il vero, insuperabile ed intenso momento dell'esistenza è il presente, salvo rimpiangerlo un domani...

Non vi avvicinate troppo...

A volte mi sento stranamente nervoso...

Il Parmenide


Il " Parmenide " di Platone... una formidabile sfida all'intelligenza e alla logica del lettore. Va preso a piccole dosi, passo passo, se no non se ne viene fuori...
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"Bene", disse Parmenide, "se l'uno è uno, non è vero che per nessun'altra ragione l'uno sarà molti?"
"Come potrebbe?"
"Né dev'esserci una sua parte, né esso sarà un tutto".
"Perché?"
"La parte è parte di un tutto".
"Sì ".
"Che cos'è il tutto? Un tutto non è ciò di cui non manca parte alcuna?"
"Certo".
"In un modo o nell'altro, l'uno dovrebbe essere la risultante di parti, poiché è un tutto, ed ha parti".
"Necessariamente".
"In un modo o nell'altro, così , l'uno sarà molti, ma non uno".
"Vero".
"Ma non deve essere molti, ma uno in sè".
"Si, dovrebbe essere così ".
"Non sarà un tutto, né avrà parti, se l'uno sarà uno".

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Bowling



Tommy Jones è uno dei migliori bowler professionisti americani. In carriera fin'ora ha vinto 1,2 milioni di dollari, ed è classificato 30° fra i migliori 50 giocatori di tutti i tempi.
Incredibile l'effetto che riesce a dare alla boccia, nonostante la lanci con notevole forza.
Nel video ci sono molti lanci effettuati da Jones con la nazionale USA (maglietta azzurra e scritta USA) ai mondiali del 2010 a Monaco, nella finale USA - Finlandia. Cinque giocatori, per gli USA : O'Neill, Barnes, Malott, Allen e Jones.
Hanno vinto gli USA, ma per un soffio. In cinque partite i finlandesi hanno fatto : 186 , 214 , 195 , 245 , 217 , per un totale di 1057 punti (media 211.4). Gli americani : 183 , 194 , 245 , 202 , 249 , per un totale di 1073 punti (media 214.6). Differenza finale quindi di 16 punti, più o meno uno spare, ed infatti si è deciso tutto all'ultimo lancio.
A dire il vero, credevo che le medie fossero ben più alte, di dieci partite ben quattro sono state sotto i 200 punti. Da giovane, oltre a curling, giocavo anche a bowling e ricordo che il mio record è stato di 216 punti. Se avessi imbroccato la mia partita migliore, non avrei sfigurato nella finale dei mondiali... ;)
Ovviamente una cosa è la partita migliore, un'altra la media. Per esempio Chris Barnes, che faceva parte della squadra americana, nella sua carriera è riuscito per ben 40 volte a segnare in una partita 300 punti !!! E' la partita "perfetta"... DODICI strike di fila ! Mostruoso.
Tommy Jones, quello del video, ci è riuscito "solo" 23 volte...

Il mio nome è nessuno

C'è nessuuuunooo ? Tu, involontario ed inconsapevole ospite, che evidentemente sei capitato in questo blog per sbaglio, dopo aver attraversato i perigliosi flutti di Internet, lascia una traccia del tuo passaggio, un breve saluto, affinchè non dubiti di essere rimasto solo, in questa sterminata rete...

Nati male


Questa mattina, al supermercato, mia moglie ed io vediamo sopra uno scaffale dei panettoni in offerta ! Sarebbe un po' prestino... mancano più di due mesi a Natale, e di solito le offerte le fanno dopo le feste, quando il panettone ormai ci esce perfino dalle orecchie.
Incuriosito, seguo docile mia moglie, che quando vede il cartellino rosso delle offerte rimane ipnotizzata, e si muove con passo vagamente robotizzato.
La marca è buona, Melegatti... e allora dove sta l'inghippo ? Sono difettosi, quelli venuti male come forma. In effetti... sono leggermente schiacciati, come se gli fosse passato sopra un elefante. Ci guardiamo un attimo... ma chissenefrega... è buonissimo... hihi

La follia nel cinema

In Shutter Island buono l'inizio, l'atmosfera, le musiche. Man mano che la trama procede, l'entusiasmo si smorza, e compare una sensazione di dejà vu.
In effetti ho una buona memoria visiva, ed il mio cervelletto ha come hobby quello di fare connessioni, correlazioni, trovare leitmotiv nascosti. Non avrò una grande cultura cinematografica, ma i film, quelli belli, mi rimangono, e senza volere a volte riaffiorano.
Quando ho visto Max von Sydow mi è venuto in mente il cineforum, da ragazzo. Quei tremendi film di Bergman in bianco e nero: una palla mostruosa, mai capito niente. Mi è rimasta la scena del povero von Sydow che gioca a scacchi nei panni della morte, e poco altro...
L'idea di un folle che alla fine " scopre " di essere tale, e che la sua vera vita è un'altra, non è affatto nuova, nella letteratura e nella cinematografia.
Pensate a Russel Crowe (John Nash) in " A beautiful mind " ed ai suoi deliri con l'FBI, plausibili ma... assolutamente folli ! Altro richiamo collaterale il film " La Prova " con Anthony Hopkins e Gwyneth Paltrow, in cui drammaticamente alla fine si scopre che il padre, grande matematico, è completamente folle.
Lo spettatore ogni volta è colto da una vertigine : la consapevolezza di poter vivere addirittura una vita intera che poi si riveli irreale, fasulla, altra... e per un attimo il brivido che possa accadere (se non accade già...) a lui.
In psichiatria sono note molte condizioni come la " Sindrome di Asperger ", di cui soffriva Nash (oltre, forse, a Newton, Einstein, Fischer, Gould e molti altri geni), o la " Sindrome di Capgras "  resa perfettamente nel film " L'invasione degli ultracorpi ", in cui coesistono aspetti di spersonalizzazione, allucinazioni e tratti schizoidi. Non c'è che l'imbarazzo della scelta...
Da wiki leggo che il film è basato su un romanzo del 2003, ma esiste un ben preciso "antecedente ".
C'è infatti un altro (bellissimo) film del 1981 : " La nona configurazione " di Peter Blatty, l'autore del " L' esorcista " . Ecco alcuni  dei punti in comune : un veterano della guerra in Vietnam, un eccezionale berretto verde, pluridecorato, uccide una marea di nemici, molti a mani nude, fino al clou (che rivede spesso nei sogni), in cui stacca la testa ad un bambino (mi pare...).
Pensate al Marlon Brando di " Apocalypse now ", quando " elogia " i vietnamiti, capaci di tagliare le braccia ai bambini che hanno accettato di farsi vaccinare contro la polio dagli americani.
Questo veterano un giorno si presenta bello bello ad un manicomio militare, nei panni di uno psichiatra, anzi ne è il direttore (crede). Ovviamente lui non ricorda nulla del suo passato, ed in realtà il vero psichiatra è suo fratello, che spera di poterlo curare. Ci sono molte divertenti scenette con i matti, che riagganciano alla fuga di Nicholson sull'autobus giallo carico di pazzi in " Qualcuno volò sul nido del cuculo " .
Il parallelo col protagonista di Shutter Island, Di Caprio, è evidente : qui il protagonista è stato (ancora!) un militare americano, ha visto gli orrori di Auschwitz, ha ucciso molto. L'episodio della moglie che affoga i suoi tre figli l'ha reso folle, e si crea una vita parallela, un'elaborata e fumettistica finzione, anche qui con un'improbabile trama romanzesca da scadente film di spionaggio. Alla fine rinsavirà...
Ancora... nel film del 1981, il protagonista, Stacey Keach, ha un amico che vuole " redimere ", un ex-astronauta, e per cui è disposto a sopportare qualsiasi angheria. Alla fine, per dargli un segno dell'esistenza della vita oltre la morte, problematica che ossessionava l'amico, si uccide: quasi un novello Gesù. L'amico, tempo dopo, con quel segno ritrova la serenità interiore, la fede.
Nel film di Scorsese abbiamo il " compagno " che è, sebbene a fasi altalenanti, l'unico di cui Di Caprio si fida, ed a cui si aggrappa per convincersi che la sua finzione sia invece la realtà. Questo collega , dell'FBI (!), si rivelerà essere in realtà il suo psichiatra, come il fratello del protagonista nel film del 1981 !
A lui, alla fine, lancia l'enigmatica frase " Meglio morire da sani o vivere da mostri ? ", con cui fa intendere di essere ritornato sano, e di preferire la morte piuttosto che dover sopportare il dolore per aver perso la sua famiglia. In sostanza, anche qui il protagonista si sacrifica, e " sceglie " volontariamente di morire.
Come vedete i punti di contatto sono moltissimi... in parole povere Scorsese ha plagiato il film di Blatty, o almeno ne ha preso a piene mani... fin troppo ! Occorre dire che fra i due preferisco, e di gran lunga, il film del 1981 ?
Inoltre a me piacciono le scene, o i film, in cui un personaggio riesce a picchiare di santa ragione, e spesso e volentieri ad ammazzare, una banda di violenti. Penso a Charles Bronson ne " Il giustiziere della notte"... magnifico.
Bene, ne " La nona configurazione " c'è la miglior scena mai vista su questa " tematica ". Ve la propongo (in inglese). Una banda di bulli ha preso in ostaggio, in un bar, il protagonista, Stacey Keach ed il suo amico, il magro ex-astronauta. Alla fine la micidiale macchina da combattimento, il berretto verde, riaffiora... la mano che afferra quella del punk col boccale di birra, segna l'inizio della strage...

Eggs and bacon



" Spartani, preparate la colazione e mangiate tanto, perchè stasera ceneremo nell'Ade ! "

OK... dunque... uova strapazzate con della bella pancetta rosolata e croccante, salsicce, formaggi assortiti, affettati misti, fagioli ; una caraffa di spremuta d'arancia, brioche al cioccolato, con la marmellata, alla crema e senza niente; yogurt, krapfen, toast, pane burro e marmellata di ciliegie, more, mirtilli, ribes; miele a volontà, Nutella, pancakes,  un bel cappuccino pieno di schiuma morbida seguito poi da un caffè...
E fin qui ci siamo, ma per stasera opterei, se non le dispiace, per una pizza ed una birretta alla pizzeria " Bella Napoli " qui all'angolo...

Avventura in autobus


E' il biglietto dell'autobus del 15 agosto 2011. Alle 19.14 di un caldo Ferragosto salivo sul mezzo che mi riportava a Lignano Pineta, dopo aver assistito allo show delle Frecce Tricolori a Lignano Sabbiadoro.
Ma non è dei nostri assi della PAN che volevo parlarvi, bensì della mia dimestichezza con i trasporti urbani.
Più o meno verso le 10 di mattina dello stesso giorno mi accingevo a prendere l'autobus per l'andata. Semplice, mi trovavo alla fermata in Piazza Rosa dei venti, all'orario prestabilito : l'autobus della linea A01 passava alle 10.07 e quello della linea A02 alle 10.33. C'era poi una misteriosa linea M1 ma non era specificato il persorso nè gli orari delle fermate.
Dovete sapere che da Lignano Pineta a Lignano Sabbiadoro ci saranno un 5-6 chilometri. Ci sono tre strade parallele che collegano i due centri, e sono praticamente diritte.
Mi ero attrezzato a dovere per la manifestazione. Avevo un paio di pantaloni corti ma con tasche dappertutto e una maglietta con a tracolla la telecamera. Nelle capaci tasche avevo : due paia d'occhiali, da vicino e da lontano, un telefonino, il portafogli e una macchina fotografica. Quando camminavo si sentivano strani rumori provenienti dalle tasche, come uno stridere di metalli, o uno scuotimento dello shaker per i cocktail, o uno zaino da montagna carico di provviste.

Teeteto


Ho letto il Teeteto di Platone. Poesia, razionalità e potenza evocativa caratterizzano gli scritti di Platone. Non sempre riesco a seguirlo, a dire il vero, e per pigrizia non rileggo con calma i passaggi più oscuri, ma mi accontento di intuire, sorvolando.
Un brevissimo estratto che mi ha incuriosito e meravigliato.

SOCRATE
Non resta dunque che l'opinare falso consista in questo dal momento che io conosco te e Teodoro e ne conservo i segni in quella materia cerosa come di due sigilli, vi scorgo e non bene da lontano, desidero attribuire il segno congeniale di ciascuno, mettendomi ad armonizzarle ciascuna nella propria orma perché avvenga il riconoscimento ma mancando in questi obiettivi, e come quelli che sbagliano il piede nel calzarsi, facendo uno scambio, metto indosso all'immagine di uno dei due il segno dell'altro, o anche quello che avviene della immagine negli specchi, che quello che si trova a destra fluisce sempre verso la sinistra, mi accade di compiere lo stesso errore. Si verifica qui la cosiddetta opinione di altra cosa e l'opinare falso.

Il Teeteto gira come un vortice attorno al problema della conoscenza, e di come possano formarsi opinioni false. In neretto ho evidenziato l'immagine dello specchio, che, ingannandoci, mostra sempre la nostra immagine " speculare ", non quella vera.
A proposito di immagine speculare, e della magia dello specchio, leggete questo mio POST , in fondo il mio scopo era di rimandarvi a quel mio scritto... hehe

Conosci te stesso

ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ

Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli Dei.


Oracolo di Delfi

Talete, Chilone, Socrate... non ha importanza chi fu il primo a dirlo... la scritta in alto significa " Conosci te stesso " ed era incisa all'entrata del tempio dedicato ad Apollo, a Delfi. Il responso oracolare, come si vede, era più ricco, profondo  e poetico. Non solo " conosci te stesso ", ma dentro di te esistono tutte le meraviglie del creato. In ognuno di noi giace il Tesoro degli Dei...


Nel filmato sottostante, più che l'imponenza delle colonne, mi colpisce l'atmosfera carica di mistero, ai piedi di quelle montagne scoscese; come sollevare la coperta del tempo, ed ascoltare gli antichi...

Poesia














Come il fiore del deserto
il tuo sorriso
richiama acqua di fonte
alle mie aride labbra.

Billy se n'è andato...


Purtroppo non riesco a scrivere cose speciali: poesie, ricordi, sebbene me lo sia immaginato tante volte, anche prima che te ne andassi.
Sul web ho trovato quella " poesia " del prato e dell'arcobaleno, dove tu e tutti i tuoi amici a quattro zampe vi ritroverete... fosse così... non dovresti far altro che aspettarmi, e prima o poi arriverei anch'io.
Mi sorprendo a pensare azioni quotidiane; penso " adesso devo portare fuori Billy ", oppure mentre sono al piano di sopra... " ma Billy è in cucina nella cuccia o l'ho lasciato fuori in giardino ? Perchè col sole che c'è avrà caldo "...


La mattina a colazione guardo la parete della cucina dove stava la tua cuccia, e la ciotola per il cibo, e quella per l'acqua con sotto una tovaglietta e uno straccio, perchè coi tuoi baffoni era sempre un disastro... quella parete è adesso così vuota, c'è tanto spazio, uno spazio dove la tua assenza si ingigantisce, e preme, e la parola fa fatica ad uscire.
Quattordici anni non sono pochi per un cane, ed in quattordici anni se volessi mi verrebbero alla memoria una montagna di ricordi piacevoli, da quando eri piccolino e scattante, e mordicchiavi le caviglie di Silvia, alle innumerevoli passeggiate, tu ed io, a qualsiasi ora, con qualunque tempo. Ne abbiamo percorsi di chilometri, assieme, e di te ho voluto tenere solo il guinzaglio, che ci ha tenuti legati, quasi un'unica persona, sui sentieri della vita.
Le nostre strade si sono divise, e tu non ci sei più, nessun'altra operazione, nessun altro tentativo di tenerti con me, solo la magra consolazione che ho impedito che tu soffrissi... perchè ti volevo, e ti voglio bene. Billy... non occorre che ci diciamo altro... so che mi capisci... 


Poesia














Da qualche parte esisti,
senza di me.
Un altro giorno inizia
pigramente.
Come una grande luna
ti osservo,
immobile nel cielo.
Il sogno sfuma lentamente,
tu apri la tenda
e senza pensare
passi oltre.

( Se volete leggere altre mie poesie, il link e' QUI )

Introduzione alla Filosofia secondo Emanuele Severino

Emanuele Severino... averlo avuto come professore al liceo... ecco una parte della sua introduzione a : "La filosofia dai Greci al nostro tempo".

La filosofia nasce grande. I primi passi della sua storia non sono cioè l’incerto preambolo a un più maturo sviluppo del pensiero, ma stabiliscono i tratti fondamentali del suo intero decorso storico. Per decine e decine di millenni l'esistenza dell’uomo - globalmente e in ogni suo singolo aspetto - è guidata dal mito. Il mito non intende essere una invenzione fantastica, bensì la rivelazione del senso essenziale e complessivo del mondo. Anche nella lingua greca il significato più antico della parola mythòs è “parola”, “sentenza”, “annunzio ”; a volte mythòs significa persino “la cosa stessa”, “la realtà”. Solo in modo derivato e più tardo, nella lingua greca mythòs indica la “leggenda”, la “favola”, la “fola”, il “mito”.

Apologia di Socrate

Nel trituracarne Socratico (Platonico) questa volta cade l'affermazione che Socrate non crede negli Dei... la macina della logica si mette in movimento...

MELETO - "Dico questo: che tu assolutamente non credi negli dèi".

[...] SOCRATE - "Ci può essere qualche uomo, o Meleto, il quale creda che esistano cose umane e non creda, invece, che esistano degli uomini?".
"Bisogna che risponda, o cittadini, e che non faccia sempre confusione. Ci può essere qualcuno che non crede che esistano cavalli e che, invece sia convinto che esistano cose che riguardano i cavalli? O qualcuno che non pensi che esistano suonatori di flauto, e che pensi, al contrario, che esistano cose che riguardano il suonare il flauto?".
"Non c'è, o carissimo; e se tu non vuoi dirlo, lo dico io, a te e agli altri che sono qui presenti! Ma tu rispondi almeno a ciò che segue a questo. Ci può essere qualcuno che creda esistano forze demoniache, ma che non creda esistano dèmoni?".
MELETO - "Non c'è".

Εὐθύφρων


Solo qualche brano dell'Eutifrone che mi ha particolarmente colpito. Il dialogo ha uno schema preciso e ben congegnato, pur mantenendo la freschezza di una "conversazione" a ruota libera...

"Ora dimmi dunque, per Zeus, quello che poco fa sostenevi di conoscere sicuramente: cosa è mai quello che sostieni è santo e non santo riguardo l'omicidio e tutte le altre questioni? Il santo dunque non è identico a se stesso in ogni azione, e l'empio, a sua volta, non è il contrario di tutto ciò che è santo, ed esso poi è simile a se stesso e contiene una sola forma rispetto all'empietà, tutto ciò che sta per non essere santo?"

Inizia la grande epopea della filosofia, la ricerca dell'essenza, dell'idea, ideale, archetipo, minimo comun denominatore che è dietro alle cose e ne permea l'esistenza. Che ci fa riconoscere una cosa come bella, anche se non riusciamo a definire cos'è il bello, che ci permette di comunicare, di comprendere, di trasferire la conoscenza, di dialogare.
Una ricerca mai finita, di qualcosa che è lì a due passi, davanti a noi, ma non possiamo toccare, raggiungere, definire, comprendere.
Segue un esempio di logica stringente, in cui l'interlocutore vede sbriciolarsi una dopo l'altra le sue errate convinzioni...

Mammuth


Ho comprato il libricino che vedete sopra : " Platone, tutte le opere " !
Sono quei libercoli "mammuth" Newton Compton Editori: è alto sette centimetri, con pagine finissime. A fronte il greco, a destra la traduzione. Mi sarebbe piaciuto moltissimo aver studiato il greco, ma ho fatto lo scientifico e quindi mi "affido" ad insigni traduttori.
Quante pagine ? 2973... togliamo quasi duecento pagine per introduzione e presentazioni varie, fanno circa 2800, dividiamo per due... 1400 pagine di Platone ! E sono scritte molto fitte, a caratteri così piccoli che le leggo agevolmente solo con una lente d'ingrandimento, oltre agli occhiali, beninteso.
E' questo leggere lentamente, che però mi fa apprezzare meglio il contenuto, come se leggessi a lume di candela. I dialoghi di Socrate si snodano con eleganza, ed il senso è chiaro, le preposizioni ben coordinate, la logica eccelsa di 2500 anni fa riemerge in tutta la sua grandezza e semplicità.
Come un frate amanuense centellino ogni parola, senza correre, senza fretta. Di questo passo ci metterò chissà quanto, o forse mi stancherò presto, ma è l'unico modo per apprezzare il grande filosofo.
Se sapessi tradurre il greco, anche ogni parola, ogni verbo, assumerebbe la sua importanza, nei tanti significati fra cui scegliere, perchè a quei tempi non sprecavano nulla: frasi che potevano essere scolpite nella pietra.
Ma anche se su fogli sottilissimi e leggeri come carta velina, io adesso le sto leggendo, e sento un ponte che mi riporta indietro, nel tempo.