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Il Parmenide
Il " Parmenide " di Platone... una formidabile sfida all'intelligenza e alla logica del lettore. Va preso a piccole dosi, passo passo, se no non se ne viene fuori...
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"Bene", disse Parmenide, "se l'uno è uno, non è vero che per nessun'altra ragione l'uno sarà molti?"
"Come potrebbe?"
"Né dev'esserci una sua parte, né esso sarà un tutto".
"Perché?"
"La parte è parte di un tutto".
"Sì ".
"Che cos'è il tutto? Un tutto non è ciò di cui non manca parte alcuna?"
"Certo".
"In un modo o nell'altro, l'uno dovrebbe essere la risultante di parti, poiché è un tutto, ed ha parti".
"Necessariamente".
"In un modo o nell'altro, così , l'uno sarà molti, ma non uno".
"Vero".
"Ma non deve essere molti, ma uno in sè".
"Si, dovrebbe essere così ".
"Non sarà un tutto, né avrà parti, se l'uno sarà uno".
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Teeteto
Ho letto il Teeteto di Platone. Poesia, razionalità e potenza evocativa caratterizzano gli scritti di Platone. Non sempre riesco a seguirlo, a dire il vero, e per pigrizia non rileggo con calma i passaggi più oscuri, ma mi accontento di intuire, sorvolando.
Un brevissimo estratto che mi ha incuriosito e meravigliato.
SOCRATE
Non resta dunque che l'opinare falso consista in questo dal momento che io conosco te e Teodoro e ne conservo i segni in quella materia cerosa come di due sigilli, vi scorgo e non bene da lontano, desidero attribuire il segno congeniale di ciascuno, mettendomi ad armonizzarle ciascuna nella propria orma perché avvenga il riconoscimento ma mancando in questi obiettivi, e come quelli che sbagliano il piede nel calzarsi, facendo uno scambio, metto indosso all'immagine di uno dei due il segno dell'altro, o anche quello che avviene della immagine negli specchi, che quello che si trova a destra fluisce sempre verso la sinistra, mi accade di compiere lo stesso errore. Si verifica qui la cosiddetta opinione di altra cosa e l'opinare falso.
Non resta dunque che l'opinare falso consista in questo dal momento che io conosco te e Teodoro e ne conservo i segni in quella materia cerosa come di due sigilli, vi scorgo e non bene da lontano, desidero attribuire il segno congeniale di ciascuno, mettendomi ad armonizzarle ciascuna nella propria orma perché avvenga il riconoscimento ma mancando in questi obiettivi, e come quelli che sbagliano il piede nel calzarsi, facendo uno scambio, metto indosso all'immagine di uno dei due il segno dell'altro, o anche quello che avviene della immagine negli specchi, che quello che si trova a destra fluisce sempre verso la sinistra, mi accade di compiere lo stesso errore. Si verifica qui la cosiddetta opinione di altra cosa e l'opinare falso.
Il Teeteto gira come un vortice attorno al problema della conoscenza, e di come possano formarsi opinioni false. In neretto ho evidenziato l'immagine dello specchio, che, ingannandoci, mostra sempre la nostra immagine " speculare ", non quella vera.
A proposito di immagine speculare, e della magia dello specchio, leggete questo mio POST , in fondo il mio scopo era di rimandarvi a quel mio scritto... hehe
Εὐθύφρων
Solo qualche brano dell'Eutifrone che mi ha particolarmente colpito. Il dialogo ha uno schema preciso e ben congegnato, pur mantenendo la freschezza di una "conversazione" a ruota libera...
"Ora dimmi dunque, per Zeus, quello che poco fa sostenevi di conoscere sicuramente: cosa è mai quello che sostieni è santo e non santo riguardo l'omicidio e tutte le altre questioni? Il santo dunque non è identico a se stesso in ogni azione, e l'empio, a sua volta, non è il contrario di tutto ciò che è santo, ed esso poi è simile a se stesso e contiene una sola forma rispetto all'empietà, tutto ciò che sta per non essere santo?"
Inizia la grande epopea della filosofia, la ricerca dell'essenza, dell'idea, ideale, archetipo, minimo comun denominatore che è dietro alle cose e ne permea l'esistenza. Che ci fa riconoscere una cosa come bella, anche se non riusciamo a definire cos'è il bello, che ci permette di comunicare, di comprendere, di trasferire la conoscenza, di dialogare.
Una ricerca mai finita, di qualcosa che è lì a due passi, davanti a noi, ma non possiamo toccare, raggiungere, definire, comprendere.
Segue un esempio di logica stringente, in cui l'interlocutore vede sbriciolarsi una dopo l'altra le sue errate convinzioni...
Mammuth

Ho comprato il libricino che vedete sopra : " Platone, tutte le opere " !
Sono quei libercoli "mammuth" Newton Compton Editori: è alto sette centimetri, con pagine finissime. A fronte il greco, a destra la traduzione. Mi sarebbe piaciuto moltissimo aver studiato il greco, ma ho fatto lo scientifico e quindi mi "affido" ad insigni traduttori.
Quante pagine ? 2973... togliamo quasi duecento pagine per introduzione e presentazioni varie, fanno circa 2800, dividiamo per due... 1400 pagine di Platone ! E sono scritte molto fitte, a caratteri così piccoli che le leggo agevolmente solo con una lente d'ingrandimento, oltre agli occhiali, beninteso.
E' questo leggere lentamente, che però mi fa apprezzare meglio il contenuto, come se leggessi a lume di candela. I dialoghi di Socrate si snodano con eleganza, ed il senso è chiaro, le preposizioni ben coordinate, la logica eccelsa di 2500 anni fa riemerge in tutta la sua grandezza e semplicità.
Come un frate amanuense centellino ogni parola, senza correre, senza fretta. Di questo passo ci metterò chissà quanto, o forse mi stancherò presto, ma è l'unico modo per apprezzare il grande filosofo.
Se sapessi tradurre il greco, anche ogni parola, ogni verbo, assumerebbe la sua importanza, nei tanti significati fra cui scegliere, perchè a quei tempi non sprecavano nulla: frasi che potevano essere scolpite nella pietra.
Ma anche se su fogli sottilissimi e leggeri come carta velina, io adesso le sto leggendo, e sento un ponte che mi riporta indietro, nel tempo.
L'undici
Ormai non riesco a leggere altro che aforismi... i libri mi sono venuti a noia, quasi tutti.
Forse sono i neuroni che non riescono a mantenere a lungo la concentrazione, fatto sta che l'età dei classici è ormai passata da un pezzo, la saggistica me la faccio artigianalmente, cliccando qua e là su Wikipedia, i libri di storia sono appunto storia...
Dopo quelli di Kafka di cui vi ho parlato alcuni post fa, mi sono fatto regalare dalla consorte, per Natale, un libricino dal titolo " Aforismi di Filosofia " : 120 paginette, scritte a caratteri grandi, perfetto !
La filosofia è uno dei miei interessi, assieme alla scienza in generale, alle meraviglie della matematica, alla poesia, e ultimamante anche alla teologia.
Non costa niente filosofare... e anche quando affronto argomenti di scienza (di fisica in particolare), mi diletto a rimanere in superficie *, come un bambino affascinato dai colori. Si potrebbe dire che sfoglio il libro del sapere guardando le figure !
Forse sono i neuroni che non riescono a mantenere a lungo la concentrazione, fatto sta che l'età dei classici è ormai passata da un pezzo, la saggistica me la faccio artigianalmente, cliccando qua e là su Wikipedia, i libri di storia sono appunto storia...
Dopo quelli di Kafka di cui vi ho parlato alcuni post fa, mi sono fatto regalare dalla consorte, per Natale, un libricino dal titolo " Aforismi di Filosofia " : 120 paginette, scritte a caratteri grandi, perfetto !
La filosofia è uno dei miei interessi, assieme alla scienza in generale, alle meraviglie della matematica, alla poesia, e ultimamante anche alla teologia.
Non costa niente filosofare... e anche quando affronto argomenti di scienza (di fisica in particolare), mi diletto a rimanere in superficie *, come un bambino affascinato dai colori. Si potrebbe dire che sfoglio il libro del sapere guardando le figure !
Che appaia tale a me stesso
Platone, nel "Fedone" (XL) fa dire a Socrate :
"Questa gente, quando discute di qualche cosa, non si preoccupa affatto di stabilire la verità ma solo di fare apparire come vero ai presenti, quello che sostiene. La differenza fra me e loro è che io non cerco di far passare per vero, a voi qui presenti, quello che dico (cosa questa del tutto secondaria) ma che appaia tale a me stesso."
Convincere se stessi innanzitutto ! Ecco la fonte dei " dialoghi ", la maieutica... far partorire la verità. Anche se, a dire il vero, nei dialoghi gli interlocutori di Socrate fanno un po' la figura dei pirla, sempre a dire " Certamente " , " E' così ", " Per Giove, anch'io la penso così ".
Ma come si può non convenire con la logica spietata del grande filosofo ? Solo che ecco... si vede che il pallino ce l'ha in mano lui, che conduce il gioco, che sa fin dall'inizio dove vuole arrivare, e quindi non è una vera scoperta, non c'è lo scontro di tesi ed antitesi da cui scaturisca una sintesi.
Socrate intuisce quali potrebbero essere le obiezioni al suo pensiero, e per primo le mette in luce, le viviseziona, e ne evidenzia le contraddizioni.
L'effetto globale è comunque magnifico: il lettore o il fortunato ascoltatore di allora, viene portato per mano, passo passo, nei meandri della logica, fra le iperboli, nei paragoni calzanti, stringenti fino a che, esausto, sente riecheggiare a lungo, nel silenzio, le parole del maestro.
Ma al di là della potenza del pensiero socratico, quello che è notevole, in questo passo, è proprio il metodo : convincere se stessi !
E' quello che fa lo scienziato quando lotta con i dubbi che continuamente lo assalgono. E' la vera lotta fra la conoscenza ed il nulla, è la sete di sapere, per sempre mossa dal dubbio.
Provare ad anticipare le obiezioni, esporre immediatamente quello che sembra non quadrare nel ragionamento, sforzarsi di comprendere le ragioni del prossimo. Se lo facessimo tutti, ci sarebbe meno fanatismo, meno ideologia, meno astio, e la ricerca della verità progredirebbe incomparabilmente più spedita.
Adottare tale criterio nelle tavole rotonde, negli approfondimenti, nei forum, nei dibattiti politici... ed ovviamente, non ultimo... nei blog... utopia !
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