La terra dei morti


La terra dei morti (XI, vv . 37-44) (Odissea, trad. Quasimodo)

E vennero su dall'Erebo le anime dei morti:
giovani spose e fanciulli vecchi che molto soffrirono,
e tenere vergini provate dal dolore precoce,
e schiere d'uomini trafitti da aste di bronzo,
morti sul campo, con le armi rosse di sangue;
a torme s'affollavano intorno alla fossa,
chi di qua, chi di là, con urla sovrumane;
ed io fui preso da pallida paura.

Immagini di una potenza terrificante; sembra di assistere ad un film di Romero, con una folla di zombie che avanza implacabile. Vengono avanti sfiorando il suolo, leggeri, sfumati, ed il loro numero sterminato, le urla.
Tutti sotto un unico denominatore : la morte, che toglie loro ogni residuo d'umanità e li accomuna nel dramma. 
In quel " E vennero su dall'Erebo " c'è il genio di Quasimodo, con la sua traduzione aderente al testo e che sa cogliere lo spirito del più grande di tutti : Omero.

Le affinità elettive

Esistono eccome... per la buona pace di Goethe. Non sono un appassionato di musica, nel senso che la ascolto raramente e conosco poco gli autori, sia di classica che di moderna.
Ma mi piace... è che la mia pigrizia mi impedisce di usare I-Pod, registratori (si usano ancora ?), andare a cercare cassette, anzi CD... insomma avete capito !
Mi capita di sentire delle bellissime colonne sonore di film, o di sentire brani che rimangono nella memoria, come un fiume che scorre nel sottosuolo.
Le due canzoni di Vangelis che vi propongo le conoscevo da tanto, ma non sapevo chi fosse l'autore. Poi finalmente l'ho scoperto, e sentendo molti brani di Vangelis si potrebbe dire che esistono le "affinità elettive"... nel senso di due persone che sentono la stessa cosa : risonanze al suono di un diapason.

" Chariots of fire " dal film " Momenti di gloria "


Ed ecco la colonna sonora del film film " 1492 la conquista del paradiso"


E' una musica che mi fa pensare ad una moltitudine di uomini intenti ad un unico scopo. Un canto della libertà in un Gulag, o ad Auschwitz...
Ecco una mia poesia risalente addirittura al 1975 ! Si potrebbe accompagnare bene alla musica

Schiavi

Una strada bianca, polverosa,
uomini che camminano,
un canto lento, dolce, si alza nell'aria
portando il pianto di terre
perdute.
Una frustata nervosa e quel
canto si spegne,
ma i piedi cercano in silenzio
orme amiche.

Aggiungo altri due brani, sempre di stile "epico " e che si assomigliano molto, tratti dal film "Alexander" : " Titans " e " Across the Mountains "





La produzione di Vangelis è sterminata, e comprende musiche di timbro diversissimo, ma ad ascoltare bene si sente la sua " impronta sulla sabbia "...

Il Cristo di Dalì


Cristo di San Giovanni della Croce (1951)

A voi vengono le parole ? Una vertigine nella profondità dello spazio. Quella prospettiva, quel punto di vista unico, non potrete non ricordarlo, in seguito. Quella luce alla Caravaggio, quella plasticità... non ci sono chiodi... il corpo è miracolosamente appeso alla croce, folgorato da una luce divina.
Sulla terra una barca di pescatori, forse S. Pietro, e quelle nuvole, come un'aurora boreale attraverso la quale filtra la luce proveniente dall'alto. Dovete immaginare il tutto con questa musica... e le Sue ultime parole che rieccheggiano nello spazio nero :
" Signore perdonali perchè non sanno quello che fanno "




Crocifissione, corpo ipercubico (1954)

Un Cristo sospeso, sembra che la croce, formata da otto cubi, faccia fatica a trattenerlo. La tridimensionalità di tutta l'opera... la distanza fra le braccia e la loro ombra proiettata sulla croce. Le mani stringono dei chiodi di legno, con le dita aggrovigliate, unico segno di un dolore, di una sofferenza, assieme alla testa piegata di lato.
Gala ed il suo magnifico mantello, come Maddalena, assorta in contemplazione. La sua figura è saldamente appoggiata al pavimento e le pieghe del vestito, ed il suo peso sulla spalla, testimoniano la presenza della forza di gravità. E' come un'ancora che trattiene con un filo invisibile la gigantesca mongolfiera. Ci si aspetta che da un momento all'altro la croce salga... a dispetto di tutte le leggi della fisica.


Ascensione di Cristo (1958)

Anche qui quelle mani... si evidenzia ogni muscolo, ogni piega della pelle, ogni tendine delle dita. La tridimensionalità questa volta si esprime soprattutto in senso verticale, e anche qui si percepisce il movimento nello spazio: un'ascensore che porta in paradiso. Come nel primo dei tre quadri, lo spettatore è colto da un senso di vertigine, nel gioco delle prospettive contrapposte.  Il Cristo va verso un globo di luce gialla, quasi un alveare ricolmo di miele, verso la colomba che incarna lo Spirito Santo, versa Gala che piange.
I piedi fluttuano liberi, non c'è l'impronta del peso del corpo.

The old player

Da giovane ho giocato a curling a livello agonistico. Sapete no ? Quel buffo sport che si fa sul ghiaccio, simile alle bocce, con delle pietre davanti alle quali due giocatori scopano freneticamente per scaldare la superficie.
Visto che non c'era grossa concorrenza allora, e si giocava praticamente solo a Cortina, ho avuto la fortuna di vincere ben 14 titoli nazionali e di poter disputare moltissimi tornei all'estero, tra cui 13 campionati del mondo e 10 campionati europei. Ho perfino una pagina su Wikipedia  QUI . Eccomi in azione al mondiale 1986  a Toronto...



Contando che ho iniziato a giocare nel 1971 e ho smesso nel 1992 , potete immaginare quanti ricordi siano legati a questo sport. Ma oggi faccio solo un breve flash-back.
Quest'anno (2010) a Cortina si sono disputati i campionati mondiali. Ai miei tempi era un sogno proibito, noi giocavamo nello stesso magnifico stadio olimpico, ma all'aperto. Adesso è stato coperto, e devo dire che prima era più bello, anche se dal punto di vista del gioco, uno stadio coperto, e col ghiaccio preparato da specialisti canadesi, è il non plus ultra per questo sport.
Un mondiale a Cortina... non potevo mancare, all'inaugurazione almeno. Qualche giorno prima vado a vedere. La struttura è imponente, con le sue vetrate altissime. Entro da una porta laterale, quasi di soppiatto. C'era un'infinità di operai al lavoro. Odore di legno piallato, cavi elettrici sparsi dappertutto, una moquette sintetica verde che delimitava le piste, ed il ghiaccio... bello, con la superficie ricoperta di spesse gocce. Bianchissimo e con i cerchi perfetti, col logo dello sponsor un po' dappertutto.
La voce dello speaker che provava il microfono, quell'aria da grande avvenimento, quella febbrile attività che lo precede, e che, a dire il vero, quando ero giocatore non apprezzavo.
Arrivavamo infatti quando tutto era già pronto: la folla (soprattutto Canadesi, che seguono sempre in massa il mondiale) ci salutava applaudendo, odore di pop-corn, le immancabili cornamuse scozzesi, le forti luci dei riflettori...
Adesso avanzo di nascosto nella penombra, quando ecco che sento questa musica, una delle mie preferite... come faccio a spiegarvi ? Sembrava quasi che fosse un saluto, al vecchio giocatore che rientrava nell'arena...

L'universo nascosto


Bellissimo video, ma se chiudete gli occhi e vi lasciate andare alla musica celestiale, sublime, di Morricone, le immagini potete metterle voi; perchè in ciascuno di noi è racchiuso un universo.

Verità ipnagogiche

La sera, prima di andare a letto, in quei cinque minuti in cui mi spoglio in bagno e mi lavo i denti, io penso.
Pensieri profondissimi... " scrivo " mentalmente post ricchi di spirito, di poesia, di saggezza, e ovviamente mi ripropongo di riportarli qui l'indomani.
La mattina sono già spariti, o non ho voglia di recuperarli, o non mi sembrano poi così belli.
A volte mi capita, mentre sogno, di ridere a crepapelle per una barzelletta, una situazione che sembra irresistibilmente comica, per svegliarmi e trovare la storiella insulsa, improponibile.
O mi è capitato, nel sonno, di fare addirittura scoperte scientifiche, che immancabilmente si rivelano congetture assurde, prive di qualsiasi fondamento logico.
I pensieri che mi vengono prima di coricarmi non sono di così basso livello, ma probabilmente risentono di un'accelerazione, sono un salto al di là della fisica, che i miei neuroni compiono quando il sonno inizia ad alterarli.
Il sole del mattino fa evaporare le nebbie della notte, lascerò carta e penna vicino al lavabo, bastano poche note che richiamino i concetti, e poi vedremo se erano gemme preziose oppure no...

P.S. Questi " pensieri " me li posso permettere perchè, fortunatamente, in questo periodo della mia vita non ci sono particolari problemi di salute, o familiari, o di altro tipo.

Albatross


Da Wikipedia apprendo che :
1) L'albatross più grande è il Wandering Albatross, che con i  suoi 3,7 metri è l'uccello con la maggior apertura alare del mondo. Sono stati riportati casi, non documentati, in cui si raggiungevano i 5,3 metri !
2) L'enorme apertura alare ed il sapiente sfruttamento delle correnti ascensionali, permette a questi uccelli di stare per ore in volo senza battere le ali !
3) Riescono a percorrere 22 metri scendendo di un solo metro.
4) Nella loro lunga vita (anche 30 anni) riescono a percorrere 1,5 milioni di miglia, pari a 2,4 milioni di chilometri, ossia circa 50 volte il giro della Terra.
5) Nella loro perenne ricerca di cibo, compiono voli lunghissimi senza alcuno schema prestabilito di ricerca.

E' la quintessenza della libertà... quasi immobili, controvento, tra cielo e mare, o rasentando velocissimi, con la punta dell'ala, la spuma delle onde.
L'aliante ? E' solo una brutta copia... questo è il volo...

Autunno



Oggi è una bella giornata di sole. L'aria è più fresca, siamo in ottobre, e l'autunno, questa misteriosa ed affascinante stagione, si manifesta soprattutto nei colori.
In montagna, in questo periodo, c'è una varietà di foglie : gialle, verdi, arancioni, rosse, in infinite gradazioni intermedie.
Le piante sono mescolate a gruppi, a macchia di leopardo, e lo sguardo spazia meravigliato su pendii e boschi.
In città tutto è più sfumato, spesso imprigionato dalla nebbia, ed una giornata come questa per un attimo ti inganna: sembra quasi estate. Ma l'aria è più tersa, secca, ed una gioiosa malinconia ti invita ad uscire.

Parole fatte di erba

Poesia da me scritta addirittura nel 1977...

Non puoi capire
cosa vuol dire amore,
se nessuno ti porta
parole fatte di erba,
e raggi di sole imprigionati
nelle mani.
Non puoi capire
cosa vuol dire amore,
se un sorriso che credi tuo
e solo un gabbiano
che vola senza meta.
Non puoi capire
cosa vuol dire amore,
se un giorno, alzandoti
da un letto disfatto,
non trovi due occhi pieni
di musica,
e di sogni.


L'evoluzione


Lasciatemi riflettere,
lasciatemi pensare.
Sono stanco
ed il soffio freddo
della morte
mi fiacca le ossa.
Sono già lassù,
in alto...
non potete vedermi.

Curioso il titolo, le frasi, l'immagine. Poesia ? Darwin ? Buddismo ?

FB e le citazioni

Si fa a gara a pescare aforismi, citazioni, proverbi, brevi poesie, salaci motti di spirito. Ci sono decine di gruppi con pagine specializzate, come in internet ci sono siti interi con aforismi divisi per tematiche o per autore.
Ovviamente la gran maggioranza sono bellissimi, spesso capolavori nel loro genere, e rifletto sul fatto che la gente ha bisogno di comunicare dei sentimenti profondi, ma non sa come fare, se non citando, cioè condividendo un link.
Molti sono timidi, molti si sentono inadeguati, da ciò la fortuna di questi aforismi / proverbi / frasi celebri, perchè riescono cioè ad esprimere in maniera concisa concetti che altrimenti necessiterebbero di molto più spazio.
Non pretendo certo che ognuno si improvvisi scrittore, o poeta, o filosofo, anche perchè molti hanno poco tempo, magari aprono FB mentre sono al lavoro !
Quello che emerge, è il bisogno di condividere sentimenti in cui si crede, stati d'animo, progetti, modi di vedere la vita. Siamo tutti poeti in fondo... l'artista è colui che sa portare alla luce le bellezze dell'animo nascoste in ciascuno di noi.
Fra le altre, c'è una tematica abbastanza ricorrente : in sostanza vivi la vita fino in fondo, senza paura.

" L'ostacolo più grande è la paura... Il sentimento più brutto è il rancore... l'errore più grande è rinunciare...! "

" Folle colui che osa... pazzo colui che non rischia... "

" Cammina senza piedi, vola senza ali, pensa senza mente "

Mi verrebbe da chiedere... ma voi ci riuscite ? Sempre e comunque, a tutti i costi ? Siete davvero persone che non scendono mai al compromesso ? Per cui accontentarsi vuol dire cedere... Sono al cospetto di una schiera di filosofi dell'antica Grecia ?
O è solo la saggezza suggerita dagli errori, dal non aver realizzato quel sogno.
Non è per caso un " provaci tu, sali sulle mie spalle e dimmi cosa vedi, perchè io sono troppo stanco ormai, o vecchio, e la mia vista si è indebolita " ?
Come quelli che non cambierebbero una virgola di quello che hanno fatto nella vita... beati loro ! Se potessi tornare indietro...
Un'ultima considerazione : la solitudine. Siamo isole, e cerchiamo disperatamente di gettare dei ponti, chi scherzando, chi dicendo cose serie. O sto solo proiettando ?

FB ed i commenti

Continua la mia analisi su questa galassia situata nell'universo della rete. Ce ne sono tante, ma per adesso conosco solo questo, dei cosiddetti social-network.
A parte le difficoltà evidenziate in post precedenti,  per capire la differenza fra bacheca e home, volgo adesso lo sguardo indagatore sui commenti.
FB ne può immagazzinare 32-34, dipende dalla lunghezza. Fino a questo numero visualizza diligentemente gli ultimi due, dopo si stufa e salomonicamente chiude le porte: il post riacquista così la perduta verginità. Si legge solo il numero dei commenti; ovviamente se clicchi si riapre la gigantesca fisarmonica.
A me piacciono i commenti se... mi piacciono... se no li cestinerei tutti. Parlo ovviamente per i miei post. Se trovo l'atmosfera scherzosa, vado avanti a lungo, sto al gioco. Talvolta, forse, divento un po' pesante e mi concedo confidenze inopportune. Se invece arriva un commento che non c'entra niente col post, o coi commenti precedenti, cala il gelo.
In altri casi i commenti diventano così interessanti e spiritosi da sostituirsi al post originario. E' quello che nei forum gli admin cercano di evitare : off-topic !
Ma se il topic è mio, i commenti intelligenti, che siano riflessivi o pieni di brio, sono i benvenuti, sempre; il problema è che sono rari !
Ovvio che FB non è un blog, e spesso e volentieri ci sono semplici "ciaccole", ma se fatte con spirito, allargano il cuore. A meno che non si tratti di aforismi/citazioni , un altro fenomeno molto frequente, che esaminerò la prossima volta.

Dietrologi e complottisti da strapazzo

" Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze "   (Oscar Wilde)

Quel " non " andrebbe scritto in maiuscolo, usando un carattere gigantesco, il grassetto e magari sottolineato...
E' quel " non " che fa la differenza fra un genio ed una persona normale. Sembrerebbe ovvio pensare : se uno è superficiale vuol dire che giudica dalle apparenze !
Superficialità implica rimanere appunto allo strato esterno, non scavare, non andare a fondo, non gettare uno sguardo su ciò che sta dietro, sulle vere cause, sui moventi psicanalitici, sul rumore di fondo dell'animo umano. Considerare solo ciò che appare e non ciò che è...
Ma senza addentrarci troppo in disquisizioni filosofiche, metafisiche, che vano cioè al di là della fisica, del mondo reale, qui i sensi ci aiutano, sono vigili, sono darwinianamente utili alla nostra sopravvivenza. Ci segnalano un pericolo: quello di dimenticare noi stessi, le nostre radici, chi siamo e cosa facciamo.
Tutti i cinque sensi si sono sviluppati e sono stati selezionati per la loro efficacia ad avvertirci dell'approssimarsi di una minaccia: che sia un animale, un veleno, una pianta irta di spine, una superficie troppo calda che potrebbe ustionarci, e così via.
Ma la nostra mente si è evoluta, fin troppo... in alcuni casi, patologici, si parla invece di vera e propria involuzione. Solo menti deformate da una malattia profonda e definiti in vario modo : dietrologi da strapazzo, complottisti " fini ", quelli insomma che nessuno li fa fessi, possono concepire, senza voler fare politica (!) che l'11/9/2001 sia stata tutta una gigantesca macchinazione ordita dagli americani.
Quella è una pietra miliare nella storia recente, non per le ovvie interpretazioni geopolitiche, ma come cartina al tornasole per giudicare della sanità mentale di una persona.
Una sana diffidenza, lo scetticismo dello scienziato che giustamente vuol vederci chiaro, è anni luce distante da questi buffoni che credono di saperla lunga. La scienza si basa su ciò che appare ! Sui nostri sensi, su ciò che può essere esperito, riprodotto in laboratorio, toccato con mano. Se poi le implicazioni ultime di questo processo sono che è la terra a girare attorno al sole e non come ci "sembra", o che il tempo varia a seconda della nostra velocità, questo è un altro paio di maniche.
Prima si parte dalle ipotesi più ovvie, termodinamicamente semplici, sfoltite col rasoio di Occam , e poi se i fatti non "quagliano", si cercano ipotesi alternative, complementari, a volte opposte.
La scienza è piena di esempi di clamorosi vicoli ciechi, ma la base, il primum movens è sempre lo stesso : partiamo da ciò che vediamo...
Adesso rileggete la frase di Wilde, e ditemi se non ne scorgete la profondità abissale. Volete un supporto ? Un aiutino ? Ancora stentate a crederci ? Ecco qua...

" Non c'è niente di più profondo di ciò che appare in superficie " (Hegel)

La rivincita dei peones


Famosa scena di De Niro. Chi di noi " repressi " non ha mai sognato di fare come lui ? Non per niente mi piacciono da morire i film come la serie di Charles Bronson " Il Giustiziere della notte " . Nella scena seguente l'audio (purtroppo) è stato cambiato.


Memorabile Michael Douglas in un " Un giorno di ordinaria follia " . Qui è alle prese con problemi di contesa territoriale...


Le interpretazioni, implicazioni, derivazioni , analisi psicanalitiche di tutto ciò ? Un'altra volta, anche se non ci vuole un luminare... hehehe

Prefazione

Certo che se date un'occhiata a destra, alla colonna delle tag, o etichette, penserete, " ma dove sono capitato/a ? "... questo è un blog serio ; il proprietario dev'essere un filosofo, un uomo di scienza, un tipo pallosissimo...
"Aforismi " , "Anassagora", " Anassimandro " , " Aristotele" ... mazza, e che d'è ? Per fortuna recupera con " Calcio " ma, c'è un solo post !
Forse ho dato un'impronta un po' troppo seriosa al blog, ed in fondo artefatta. Per rimediare, l'unico modo è scrivere spesso, possibilmente di getto, senza consultare Wikipedia ed affini, e senza voler a tutti i costi scrivere una " lezione " per lettori semianalfabeti.
Una volta, infatti, facevo così, ed avevo qualche lettore in più. Mi alzavo per esempio una mattina, quasi all'alba, e scrivevo le prime impressioni che mi passavano per la testa, senza un canovaccio, senza uno scopo, senza voler impressionare nessuno per saggezza o cultura o intelligenza.
Riprenderò questa abitudine, il blog essenzialmente serve a questo: a scaricare ansie, frustrazioni, paure, come se ci si sedessimo sul lettino dello psicanalista.
Questi post " spiccioli ", alla buona, li riunirò sotto l'etichetta " osservazioni ", anche se non osservano un bel niente. O forse meglio note ? Già il blog ha il titolo poco fantasioso " Appunti ", se ci aggiungiamo note, postille, rimandi, sembrerà nuovamente un trattato dal sapore accademico.
Potrei mettere  "Cazzeggi " , che sarebbe più aderente, o " Seghe mentali " o " Pinzillacchere "...
Vabbè, lasciamo osservazioni, consideratela una prefazione ad un nuovo (anzi vecchio) modo di fare blog " personali ". Il motto però è sempre quello : " Chi mi ama mi segua ", se vi sto antipatico... sciò... fuori dalle pelotas.

Paletti

Su Facebook, ma succede forse anche con i forum, i blog, o con altre diavolerie simili ( ne inventano una alla settimana), ci sono vari livelli di comunicazione, di confidenza fra due persone.
La mia esperienza non è lunga, con FB, ma ho già inquadrato alcune situazioni tipo, che poi possono avere i corrispettivi nella vita reale.
Una volta c'erano i segnali di fumo... poco pratici, sono stati presto sostituiti dalla corrispondenza. Qualcuno di voi scrive ancora lettere ? Per comunicare intendo, non per lavoro... difficile.
Poi è arrivato il telefono: lunghissime telefonate con la ragazza (o il ragazzo), fino a quando la cornetta scottava sull'orecchio.
E' arrivato il PC, con i forum e le liti furibonde fra gli utenti, nascosti dietro i più bizzarri avatar, che facevano drizzare i capelli in testa agli amministrattori, i mitici " admin ". Poi il blog, una specie di diario illustrato che permette i commenti dei pochi " afecionados ", sempre i soliti. Anche sui forum, ma poco praticata, ed invece parte essenziale per Messenger e affini, è la chat. Ce ne sono perfino in cui più utenti possono parlare contemporaneamente, quasi delle videoconferenze in diretta.
Il telefono si è preso presto la rivincita. Una volta, sembra inconcepibile oggi... l'uomo poteva camminare per la strada, fare compere, lavorare, ritornare a casa, senza dover rispondere al cellulare. Chissà come facevano a risultare irreperibili per ben trenta minuti, oggi sono tutti manager...
E' il trionfo del cellulare, più necessario dell'aria che respiriamo, dell'acqua che beviamo; è ubiquitario, dal miliardario all'extracomunitario. In Italia ci sono due cellulari per ogni abitante !
Ma anche il cellulare si è evoluto, con l'arrivo degli SMS. Il quadro quindi è estremamente variegato... vi capita di osservare persone che parlano da sole, è perchè hanno gli auricolari... guidatori che chiacchierano ma nel sedile accanto e su quelli posteriori non c'è nessuno, è perchè hanno il viva voce... persone che ascoltano, è il TomTom... quasi tutte poi digitano furiosamente col pollice sull'infernale aggeggio, assorte, quasi ipnotizzate. Il PC ha in seguito istituito la chat con Webcam, ma qui rasentiamo ambienti a luci rosse...

Ma non è delle meraviglie della tecnica che volevo parlarvi, cose che sapete usare meglio di me, io neanche ho il cellulare (ORRORE! ) perchè demando " il tutto" a mia moglie.
E' sui rapporti che si instaurano, e che mantengono dei rigidi paletti invalicabili, che volevo fare qualche riflessione.
C'è una donna con la quale chatto amabilmente, ma che dopo pochi minuti, imbarazzata, mi saluta. La stessa invece può "conversare" con me per ore, tramite messaggi. Il messaggio non è la chat. Non è la lettera ma neanche l'SMS...
Facciamo una scaletta, sull'ultimo gradino (escludendo ovviamente il contatto de visu) c'è la telefonata, diretta, richiede un alto livello di confidenza. Più sotto c'è la chat, che sembra quasi una telefonata, ed è paragonabile all'SMS, ma quest'ultimo impiega un orrendo linguaggio sui generis per risparmiare battute. I tempi di risposta sono superiori, quindi la chat è al secondo posto.
Il messaggio è tipo l'SMS, ma è più ponderato. Si compone con più calma, si scrive meglio, c'è più tempo per ripensarci ed eventualmente correggere o eliminarlo del tutto e ricominciare daccapo. Assomiglia alla lettera, ma ovviamente è molto più rapido e... meno compromettente. Puoi mandare messaggi con chi hai una certa confidenza, ma certamente ne è richiesta molta di più per inviare una lettera (che oggi nemmeno si usa più).
Poi c'è il commento... ed è una categoria a sè stante. Può essere anonimo, nel senso che lo puoi fare alle frasi di gente che non conosci per niente, sia che tu ti presenti col tuo nome, che con uno pseudonimo. Puoi farlo a gente che conosci appena, e può essere scherzoso, neutro, ironico, minaccioso.
Ma nello stesso tempo puoi fare commenti a gente che conosci molto bene. E qui la particolarità e l'aspetto " double face " del commento. A volte (spesso nel mio caso), non hai abbastanza confidenza con una persona per un messaggio o per chattare, e allora fai un commento. La persona ti risponde, ed il gioco (l'eterno gioco della seduzione), può andare avanti a lungo.
Succede, a volte (almeno a me), di essere più brillante nei commenti che nella chat o nei messaggi. Deve essere una forma di timidezza, ma anche l'inverso, di esibizionismo. Spesso l'altra persona sembra trovarsi nella stessa situazione, e succede che entrambi si "corteggino" o semplicemente flirtino in pubblico, mentre appena aprono la chat, l'imbarazzo diviene palpabile.
Varie forme di interazione, permesse da tecniche diverse, ognuna con la sua peculiare sfumatura. Nell'insieme formano un corpo unico, un linguaggio con i suoi precisi schemi e divieti. Spesso avvengono incomprensioni e magari una bella amicizia viene troncata sul nascere, ma succede anche nella vita reale !
Tutto questo ha arricchito o impoverito la comunicazione ? Da una parte gli strumenti sono molteplici, dall'altra si riflette di meno su quello che facciamo e soprattutto... si rinuncia ad una bella boccata d'aria fresca, fuori casa, magari portando a passeggio il cane...

Facebook : troppo o troppo poco ?

Ecco un tentativo che ho fatto su FB, sulla mia bacheca. Parlo di tentativo perchè alla fine non ho potuto pubblicarlo. Leggete e scoprirete l'arcano...

Posso scrivere qui, solo soletto sulla mia bacheca, o devo schiacciare quel benedetto pulsante "condividi" ? Condividi con chi ? Amici ? Conoscenti ? Gente che ha in comune con te almeno una passione ? Passanti ? Estranei ?
Se tutti scrivessero, come me adesso, la home page diverrebbe un casino illeggibile. Mi/ci toccherebbe "nascondere" i 9/10 degli utenti !
I simili vanno coi simili, o qualcosa del genere, in latino.
Continuo a confondere FB con un blog. Sul blog scrivi quello che vuoi, ma su FB ? Che si scrive su FB ? " Chemenefotteammia " sapere che la tal dei tali ha acquistato un nuovo trattore su Farmville ? ... si certo, condivido (inizio ad odiare questo verbo) tutti gli appelli per salvare, curare, difendere, allattare i cani, i gatti, e ovviamente aiutare i poveri (dovevo metterlo per primo), gli ammalati, i bisognosi di trasfusioni, ma sulla salvaguardia dei ramarri ho qualche dubbio.
E adesso come faccio a pubblicare questo sulla MIA bacheca, su una bacheca che chi ha interesse viene (eventualmente o casualmente ) a guardare, ma che non voglio sbattere in faccia al prossimo ?
Devo condividere ? Provo con "Allega" ? Basta che non mi esca il famigerato "che stai pensando" ...
Adesso sferruzzo sulle opzioni, fino a che non si vedrà più un tubo... hehehe
C'è l'opzione "Solo Andrea"... un po' troppo ristretta... c'è "Andrea + amici", che vuol dire che la leggo io ed i miei 34 amici (44 gatti in fila per sei...).
C'è l'opzione "solo amici"... cioè ? Loro la vedono ed io no ? Bella questa ! Poi c'è l'opzione tutti, di evidente significato, che è, penso, quella che ho adesso.
Ma devo "condividere".... non basta schiacciare ENTER o INVIO...asp che provo...
no, mi manda a capo... condividere... io sono egoista per natura, non voglio condividere 'na mazza...
Asp... c'è pure "amici di amici", di chiaro stampo mafioso. Poi c'è la "personalizzata", ma io non parlavo di privacy, parlavo di quattro righe messe in croce...
Se schiaccio " condividi " va subito sulla " home ". Mamma mia... home = telefono casa E.T.
Ma di chi è questa home, di FB forse ? No... è la home di tutti i tuoi amici.... ahhhh ma non siamo un po' troppi per avere una sola home in comune ? Figurati quelli che hanno migliaia di amici/contatti. C'è chi scrive di merletti, chi fa quei benedetti quiz, chi ti invita ad unirti ad un gruppo di squilibrati, chi manda baci, sorrisi, abbracci, regali.
Se non vuoi impazzire, devi giocoforza " nascondere " un sacco di rompipalle... ma allora tanto valeva che ognuno scrivesse sulla sua bacheca e chi voleva andava a vedere... o no ?
Basta... schiacciamo questo " condividi " e non se ne parli più...
Se invece esiste la possibilità di pubblicare SOLO sulla bacheca senza invadere la home, ditemelo ! Così non mi leggerete più.... hehehe

DLIN DLON.... c’è la clausola dei 420 caratteri ! Non puoi superare questa cifra. Il “ piccolo messaggio ” sopra ne aveva la bellezza di 2770 ! La trovo una cosa giusta, per evitare deliri solipsistici. Ecco perchè alla fine non ho POTUTO condividere, ma ho riportato il tutto sul mio fedele, e vuoto blog .
Si perchè odio l’ipocrisia... su FB sei fin troppo invadente, ma sul blog, a meno di non avere una cerchia di veri amici/conoscenti/appassionati, o di saper scrivere veramente bene, dopo un po’ rimani solo soletto, altro che bacheca.... hehehe

Facebook ed il numero di Erdos

FB è un mondo strano. A parte com'è organizzato, può piacere o meno, volevo soffermarmi su di un punto, per poi estendere il discorso : gli amici.
Attualmente ne ho la bellezza di 38... c'è chi ne ha migliaia... ma se clicco su qualcuno di loro, c'è un'altra interessante statistica : " Amici in comune ". Quindi sopra si vedono gli amici in comune, e sotto il totale.
Ognuno di noi , che è iscritto a FB (ma vale anche nella vita reale), ha una cerchia di amici/conoscenti. Ciascuno di loro altrettanto, ma ovviamente questi " insiemi " sono molto differenti per numero e distribuzione spaziale. Fra due persone che si conoscono c'è (ma non è sempre così) qualche amico in comune, pensate alla teoria degli insiemi.
Queste zone " grigie " in comune, queste sovrapposizioni, overlap, possono contenere più o meno persone, ma fatalmente, ciascuno di noi, ha degli amici/conoscenti che l'altro non ha.
Ma attenzione, qualcuna di queste persone che è estranea ad uno dei due, può a sua volta conoscersi ! Ecco che il numero di situazioni possibili cresce in maniera esponenziale, ma ci sono due aspetti da sottolineare.
Fra me ed un'abitante di Pechino, è probabile che non ci sia nessun amico in comune, ma se salto da un'isola all'altra, correndo su un ponte costituito dagli "amici degli amici", come direbbero in Trinacria, ecco che magari riesco ad arrivare a lui.
In sostanza sebbene ciascuno di noi sia un'isola, e faccia parte, coi suoi amici, di un'arcipelago, è quasi impossibile che esista una persona che non conosca NESSUNO ! Ed è molto probabile (non certo) che se partiamo, per esempio, da me, che pure ho pochi conoscenti, possiamo raggiungere, con questa catena di amici degli amici, chiunque. Quindi alla fine tutti conoscono tutti !
C'era un grande matematico ungherese, ebreo : Paul Erdos. Scriveva articoli con altri autori. Lui aveva il numero 0; chi scriveva con lui n+1, cioè 1. Chi scriveva un articolo con quest'ultimo, n+2, cioè 2, e così via. Chi rimaneva aveva numero di Erdos = infinito. In sostanza molti matematici che avevano pubblicato articoli avevano un numero di Erdos finito.
Le regole erano strette : valevano solo articoli pubblicati su una rivista scientifica, non solo l'amicizia o la semplice conoscenza !
Ecco... partendo da me... modestamente... quanti hanno numero di Pavani infinito ? Se le regole sono la conoscenza, anche solo su FB, data la catena di " amici degli amici ", penso molto pochi !
Io ho ovviamente numero di Pavani = 0. Chi mi conosce ha 1, chi conosce qualcuno che mi conosce ha 2, ed eventuali suoi conoscenti 3, e cos' via...
Notate come ad ogni " passaggio " i numeri possono estendersi enormemente, se la persona è estroversa e socievole, come " chiudersi " ad imbuto (se la persona è un misantropo).
Arriverò all'uomo che vive a Pechino ? O ha un numero di Pavani infinito ?

L'orologio

Quando leggo libri di astrofisica, come questo bellissimo di Hawking : " L'universo in un guscio di noce",  la sensazione è sempre la stessa : inadeguatezza.
La mente di fronte alle sfide alla logica : il tempo/spazio che si incurva, la velocità della luce costante, il fascino del Big Bang, la radiazione cosmica di fondo, il red-shift delle galassie.
Ci vuole tempo, non i quindici-venti miliardi di anni dell'universo, ma qualche generazione, per far sì che simili strabilianti fatti contro-intuitivi divengano banalità su cui nessuno sollevi più obiezioni.
Del resto l'intuito, la ragione, la logica perfino, possono portare fuori strada clamorosamente. Non pareva a menti eccelse dell'antichità che fosse il sole a ruotare attorno alla terra ? E non sembrava quest'ultima piatta, oltre ogni ragionevole dubbio ?
Ormai nessuno ci riflette su, non per superiore intelligenza, o comprensione del problema, ma perchè anche un buzzurro semianalfabeta qualunque può sfogliare un periodico e vedere una foto della Terra scattata dallo spazio.
E così il fatto che l'orologio atomico che volò a lungo su Concorde e su Boeing 747 segnasse una infinitesima differenza dal suo gemello rimasto fermo a Washington, non desterà più meraviglia. Nei viaggi interstellari non si parlerà più di differenze di fuso orario, ma di ora rispetto ad un sistema di riferimento... e si apporteranno automatiche correzioni a seconda di quanto a lungo e quanto velocemente si è viaggiato...
La frase il mio orologio va indietro poi, dovrà essere ulteriormente specificata... per evitare di far credere di possedere l'elisir dell'eterna giovinezza.